Tartufo Trail Terzo Cancello

Tartufo Trail Ultra SkyMarathon

Tartufo Trail Ultra SkyMarathon ovvero la corsa dei cancelli. Ma partiamo dal principio.

Il primo Ottobre di ogni anno si aprono le preiscrizioni per partecipare alla Lavaredo Ultra Trail (LUT) che si correrà il Giugno successivo.

Ci sono sempre molte più richieste di partecipazione alla LUT che posti disponibili perciò i pettorali vengono assegnati tramite sorteggio.

Per partecipare alla riffa è obbligatorio avere portato a termine recentemente almeno una gara qualificante da 4 punti ITRA.

Per l’edizione del 2020 sono ancora coperto, cioè ho ancora i punti ITRA validi e, incrociando le dita, vado subito di pre-iscrizione.

Tuttavia, a causa del regolamento della LUT, sono cosciente di avere poche probabilità di essere estratto perché la priorità nelle iscrizioni è assegnata a coloro che sono stati rifiutati l’anno precedente e questo non è il mio caso.

Se non sarò estratto pazienza, sarà per la prossima volta … Ma la prossima volta i miei punti ITRA saranno scaduti, così pensando già al futuro, poiché ora sono in una condizione fisica buona per correre gli ultra trail, vado alla ricerca di una gara che assegni questi 4 punti ITRA.

Ed ecco che trovo la Tartufo Trail Ultra SkyMarathon. Dopo una rapida valutazione della fattibilità, mi iscrivo nell’ultimo giorno di apertura iscrizioni.

E’ la dodicesima edizione della Tartufo Trail e quest’anno il percorso della gara ultra è stato allungato fino a 78 km con un dislivello da superare di 4.200 m. D+.

Si corre negli Appennini Parmensi a Calestano, il paese del Tartufo nero di Fragno e di altre meraviglie gastronomiche.

Siamo in una parte di quel territorio dell’Appennino Tosco-Emiliano dichiarato dall’UNESCO “Riserva MAB ” che significa “Man and the Biosphere”, un riconoscimento che promuove e dimostra la relazione equilibrata fra “L’Uomo e la Biosfera”, cioè fra la comunità dei residenti e gli ecosistemi del territorio.

Per chi conosce i luoghi passeremo tra le cime del Monte Sporno e del Montagnana, le guglie rocciose dei Salti del Diavolo, percorreremo parte della Via degli Scalpellini e parte della più famosa Via Francigena, immersi nei colori autunnali dei boschi su strade forestali e sentieri ben corribili.

Il sabato sera al briefing pre gara, Roberto Mattioli organizzatore dell’evento, ci spiega molto bene il percorso soffermandosi sui cancelli che obbiettivamente risultano essere molto stretti.

Cancelli molto stretti significa che la gara ha parecchi traguardi intermedi da superare entro un preciso orario e, per riuscirci, bisogna correre molto anzi bisogna correre quasi sempre ed io spero che non ci sia pioggia o terreno pesante altrimenti la corsa risulterà essere molto più dura ed io sarò sicuramente eliminato.

Alla fine del briefing viene offerto un piccolo buffet dove troneggia una forma di Parmigiano Reggiano di montagna tagliato al momento in porzioni decisamente impegnative. Non mi tiro indietro e forse esagero un po’…

Passo la notte in branda nella palestra della scuola elementare assieme ad una trentina di runner e al mattino un po’ troppo appesantito dal Parmigiano mi presento in griglia alle ore 07:00.

Partenza Tartufo Trail

Partiamo che è ancora un po’ scuro in formato da parata con giro d’onore nel paese, dopo un chilometro iniziano le salite.

In questo trail ci sono pochissimi tratti pianeggianti, è tutto un’alternarsi di salite o discese.

Non sono pendenze impegnative, e neppure tratti troppo lunghi, però bisogna affrontarli sempre velocemente altrimenti si rischia di restare fuori dai cancelli.

Il mio obbiettivo minimo è di passare almeno i primi due cancelli per poi decidere se continuare sul percorso lungo e prendere i 4 punti ITRA oppure girare sul percorso medio di 52 chilometri e prenderne solo 3 annullando in parte lo scopo della gara.

Mi sono fatto un dettagliato programma di viaggio che, in teoria, prevede di farmi transitare a filo sul primo cancello per poi guadagnare gradualmente sui cancelli successivi con l’ipotesi di arrivare al traguardo in 12 ore e 20 minuti.

Nella prima parte della gara corro bene, però mi sento appesantito dalla cena della sera precedente e so che sicuramente più avanti la pagherò.

Cancelli

Prevedendo problemi spingo più del previsto e passo il primo cancello situato al 23° chilometro con ben 35 minuti di margine sul tempo previsto a tavolino.

I problemi arrivano poco dopo, sento la pesantezza della giornata precedente e ho l’intestino che si ribella.

Passo il secondo cancello del 36° chilometro in linea con il tempo programmato ma sto perdendo tantissimo per frequenti fermate d’urgenza in mezzo ai boschi…

Però sono contento, il mio obiettivo minimo è superato: i primi due cancelli sono alle spalle e questo non era per nulla facile da ottenere.

Ora devo decidere che fare, nelle mie attuali condizioni sarà un po’ dura arrivare al 78° chilometro, me ne mancano ancora 42 di chilometri, cioè la distanza di una maratona con in più i boschi, i guadi e le salite.

Corsa senza rifornimenti

La giornata è bella, la testa è lucida e voglio provarci. Così per evitare i dolori addominali decido di non assumere più nulla e, dal 34° al 69° chilometro, correrò senza mangiare e bevendo pochissima acqua.

Questa strategia alimentare mi permette di proseguire la corsa a velocità leggermente inferiore al previsto ma mi garantisce di passare gli altri cancelli mantenendo un margine di 30 minuti di sicurezza sul tempo di chiusura.

Passato l’ultimo cancello del 62° chilometro, l’esaurimento degli zuccheri inizia a farsi sentire e ciò comporta che la lucidità mentale inizi a scarseggiare: riesco a perdermi due volte in un tracciato segnato benissimo dove è obbiettivamente difficilissimo perdere la strada.

Al 69° chilometro accuso anche qualche giramento di testa e benché il percorso non presenti nessun pericolo, per prudenza decido di ricominciare ad assumere alimenti.

Parte finale e arrivo

Stomaco ed intestino hanno ripreso a funzionare correttamente, assimilo velocemente i carboidrati e in 15 minuti rinasco.

Completo gli ultimi 9 km correndo bene alla luce della frontale tagliando il traguardo alle 20:30.

Ci ho messo 13 ore e 31 minuti, cioè 1 ora e 11 minuti in più del tempo previsto, ma anche 29 minuti al di sotto del tempo massimo.

Non sono neppure arrivato ultimo perché nei 9 chilometri finali ho ripreso e superato un po’ di persone.

Questa mattina eravamo partiti in una novantina sul percorso lungo, siamo arrivati in 53, gli altri si sono ritirati oppure ai cancelli sono stati fermati o dirottati sui percorsi più corti.

Io sono arrivato 47° e sono fiero di avercela fatta!

Ho trovato molto belli il pacco gara con felpa personalizzata, la medaglia, lo smanicato per i finisher e il pasta party servito seduti al caldo nella baita degli Alpini.

Note tecniche su Tartufo Trail

Ho corso con scarpe New Balance Hierro v2 che ho trovato adatte su questo terreno solo perché il fango era “contenuto”. Non oso pensare in caso di pioggia quali sabbie mobili debbano esserci …

Inizialmente non pensavo di usare i bastoncini ma mi hanno consigliato di portarmeli appresso.

Ringrazio per questo consiglio che ho avuto sul forum spiritotrail.it. E’ vero che le salite sono generalmente “blande” ma nella parte finale della gara i bastoncini mi hanno aiutato parecchio.

La gara è organizzata benissimo, meriterebbe di avere molti più partecipanti che a mio parere non vengono per due motivi:

i cancelli sono troppo stretti ed escludono a priori i più lenti dall’iscrizione, il secondo problema è che si corre di Domenica e per chi viene da lontano il viaggio di ritorno a casa dopo 78 km di trail può essere un’esperienza più difficile della corsa stessa …

La rifarò? Se la spostano al Sabato probabilmente si.

Qui il link alla gara

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