Pettorale La Centenaria Trail del Fronte

La Centenaria Trail del Fronte

Oggi ho corso la seconda edizione della gara La Centenaria Trail del Fronte.

Il trail si snoda lungo sentieri, carrarecce, mulattiere e trincee che attraversano i luoghi della prima Guerra Mondiale facenti parte del “Fronte del Grappa” passando nei territori di Pederobba e Valdobbiadene fino alle anti-cime del Monte Grappa: Monfenera, Monte Tomba e cima Palon.

La gara, organizzata dalla Treviso Marathon, è alla sua seconda edizione ed è concomitante alla Festa del Fagiolo Borlotto Nano di Levada. Ci sono tre percorsi di cui due brevi e non competitivi da 7 e 12 chilometri e uno lungo.

Io corro il trail circolare competitivo da 42 chilometri con dislivello di 1.500 metri che partendo da Covolo di Pederobba e passando per i comuni di Alano di Piave, Cavaso e Possagno, sale sulla cima del Palon e scende per le sue trincee.

Siamo solo in una cinquantina di runner all’avvio, ci hanno dato il pettorale senza il chip, i passaggi e i tempi vengono presi a mano dai volontari.

A salutarci c’è la banda che suona l’Inno di Mameli, l’Inno del Piave e il Silenzio svegliando così tutto il vicinato.

Partenza de La Centenaria Trail del Fronte

In partenza mi posiziono vicino a due campioni locali che in passato hanno vestito la maglia della nazionale azzurra di trail running: Ivan Geronazzo e Cristiana Follador.

Mi sento in forma, decido di provare a correre con i campioni almeno per un po’: detto fatto completo il primo chilometro assieme a loro andando a 04:40 minuti/km, poi li lascio sfrecciare ma io proseguo molto velocemente per i successivi 5 chilometri pianeggianti viaggiando attorno ai 05:00 minuti/km.

Sono soddisfatto della partenza.

Salita

Inizia la salita che mi fa rallentare un po’ ma resto configurato in modalità GIA (Gara In Attacco).

Per una decina di chilometri il percorso è su una bella salita con pendenza abbastanza costante lungo il sentiero CAI 221; la salita finisce al ristoro di Malga Piz a 1.410 metri di altitudine, siamo più o meno a metà strada.

Da qui fino alla fine la corsa sarà prevalentemente in discesa.

Al giro di boa dovrei trovarmi in 14esima posizione.

Essendo in pochi conosco la mia posizione perche essendo partito davanti ho tenuto conto di tutti i runner che mi hanno preceduto, di quelli che si sono ritirati, di quelli che mi hanno superato o che io ho passato.

Discesa

Il percorso scende lungo le trincee del Palon e imbocca il sentiero di Castel Cesil. Ci sono 4 chilometri di discesa ripida e tecnica, resa insidiosa anche dalle ortiche e io non perdo l’occasione di caderci dentro con le gambe nude …

Si corre all’interno di trincee della Prima Guerra Mondiale molto ben restaurate e rese praticabili; incontro parecchi escursionisti in gita, il posto ne vale la fatica: ci sono targhe commemorative, monumenti e tabelle con le spiegazioni dei luoghi della storia ma io oggi non sono settato in modalità turistica, voglio correre e mi riprometto di tornare in futuro con più calma.

E’ da un bel po’ che corro da solo, dall’inizio della salita non vedo nessuno dietro a me, ogni tanto mi fermo per scattare velocemente qualche foto.

Sono passato dalla modalità di corsa GIA alla più tranquilla modalità di corsa GV (Gara Veloce), per cui resto sorpreso quando verso la fine della discesa vengo raggiunto da una simpatica ragazza che poi arriverà terza nella categoria donne.

Per un bel pezzo procediamo assieme, nei tratti facili e ben corribili io vado parecchio più forte e la distanzio, nei tratti tecnici lei è bravissima e mi riprende.

Questo mi fa riflettere su quanto io debba applicarmi per migliorare maggiormente l’aspetto tecnico della corsa.

TCI: Turismo Campagnolo Involontario

Al 32° chilometro, a causa di una segnalazione palesemente manomessa, entrambi sbagliamo strada e facciamo un km di TCI in mezzo ai vigneti perdendo inutilmente una decina di minuti.

Intanto i locali che evidentemente conoscono il percorso, ignorano la segnalazione errata, e quando ritorno sulla retta via li vedo in lontananza davanti a me: ben sei runner mi hanno passato, così dalla 14esima sono sceso in 20esima posizione.

Corro ora sotto il sole di mezzogiorno, è molto caldo ci sono ancora 3 ristori e 10 km da fare per giungere al traguardo.

Sono in forma, mi sento forte, faccio due rapidi calcoli mentali e decido di fermarmi un po’ di più al primo ristoro per fare un’abbondante scorta d’acqua per poi tirare dritto fino all’arrivo perché voglio riprendermi la mia meritata quattordicesima posizione!

Mi auto-setto in modalità GV-SUD (Gara Veloce – Senza Un Domani), saluto la ragazza che mi guarda dubbiosa e me ne vado in progressione a riprendere i sei runner uno alla volta.

Come programmato tiro dritto ai due ristori successivi ricevendo i complimenti dai volontari.

Al 36° chilometro sono già davanti a tutti i runner che avevo mirato e corro in scioltezza verso il traguardo.

L’ultimo dei sei non ci sta e tenta di riprendermi sfruttando la parte di discesa tecnica che attraversa le trincee in località La Curogna, ma appena il tracciato spiana io riaccendo la modalità GV-SUD e lo rimetto a debita distanza.

Mi convinco sempre di più che devo migliorare l’efficienza della mia corsa nel tracciato misto tecnico.

Sono di nuovo 14° e sono sicuro che nessuno riuscirà a superarmi, anzi incremento ulteriormente la velocità perché il terreno è corribilissimo e non mi sento stanco.

Doppi Sensi

Il percorso ha parecchi punti dove si transita nei due sensi cioè si transita per la stessa strada sia all’andata che al ritorno; in questi casi bisogna fare molta attenzione al balisaggio ma soprattutto alle indicazioni sul corretto senso di marcia.

Durante tutta la gara mi sono già confuso più volte nella scelta della direzione.

Al 41° km senza accorgermene ad un incrocio sbaglio di nuovo e in lontananza vedo seguirmi il runner che tenta ancora di prendermi.

E’ sempre a distanza di sicurezza perché viaggio ancora in modalità GV-SUD!

La strada è ancora ben balisata poiché non sono passate le scope a pulirla, corro un chilometro molto velocemente per non farmi prendere convinto di essere nella direzione corretta poi mi sorge qualche dubbio: un cippo di un albero in mezzo al sentiero, un’azienda agricola sulla destra e il bel panorama di un borgo su un altura alla mia sinistra mi fanno capire che sono già passato per questa strada ed ora è sicuramente errata, mannaggia!

Torno indietro al passo per vedere dove ho perso l’incrocio, entro ed esco da tutte le stradine che trovo per cercare segnali di direzione, confabulo con il runner anche lui smarrito, finché si presentano due volontari che mi indicano la strada corretta e la volontaria mi dice: ” … te gavevo sigà driò a l’incrocio ma non te me gà sentio … “.

Questa è una bugia perché anche presumendo che io non abbia sentito l’avvertimento della volontaria, neppure il concorrente dietro a me s’è accorto di nulla.

Comunque non faccio grosse polemiche, mi sono un po “smonato”, voglio arrivare in fondo, mi rimetto nella strada corretta avendo perso 15 minuti girando altri 2 chilometri a vuoto.

Arrivo La Centenaria Trail del Fronte

Manca un chilometro, corro ma non né ho più voglia, vorrei camminare ma le gambe vanno da sole, arrivo al traguardo senza tagliarlo di proposito e vado subito a protestare con il personale di accoglienza.

Mi mandano dal direttore di gara, al quale spiego i problemi che ho avuto nel percorso e mi lamento del balisaggio e dei volontari non corretti.

Trovo il direttore disponibile ad ascoltare e recepire la mia civile protesta.

Mi danno comunque la medaglia di finisher pur non essendo transitato sotto al traguardo.

Ufficialmente ho finito la gara da 42 km e 1.522 metri di dislivello positivo in 5 ore e 55 minuti classificandomi 20° su 50 runner partiti.

In realtà il mio fidato GPS Garmin Forerunner 935 mi segnala che, a causa dei depistaggi vari, ho corso per ben 45 km con 1.600 metri di dislivello.

Come piccola soddisfazione personale ho calcolato che levando i tempi morti persi per gli errori sul percorso sarei arrivato 25 minuti prima classificandomi in 14esima posizione.

Pazienza, è vero che alla fine mi sono un po’ smonato e che ho protestato, ma in realtà oggi nelle “avversità” mi sono divertito molto a recuperare lo svantaggio ri-superando i 6 runner, è stata un po’ una gara nella gara e la cosa mi è piaciuta parecchio.

La corsa è anche questo, la felicità di un piccolo gioco tra perfetti sconosciuti che si incontrano gareggiano e comunque vada sono felici del tempo trascorso a sfidarsi.

Oltre alla bellissima medaglia mi hanno dato anche una maglia commemorativa della gara, una bottiglia di prosecco di buona qualità, una sacca di stoffa porta vestiti da gara marchiata Treviso Marathon e un particolare pacco di farina aromatizzata all’albicocca.

Devo però segnalare che il pasta party era un po’ scarso: essendo alla fiera del Fagiolo Borlotto Nano mi aspettavo qualche specialità culinaria in tema, invece è arrivata una pasta al ragù anche leggermente scotta.

Peccato.

Note Tecniche su La Centenaria Trail del Fronte

Ho corso con scarpe New Balance Hierro V2, adatte su questo terreno solo in giornate asciutte; con pioggia o umido meglio puntare su calzature specifiche perché penso che il fango debba essere abbondante.

Non ho usato i bastoncini perché ho interpretato la gara quasi sempre di corsa e tutta in attacco. Sulla salita da 10 km obiettivamente sarebbero stati utili, però se rifarò questo percorso continuerò a non portarli con me.

E’ un trail un po’ strano, c’è tantissima pianura dove si può correre forte, c’è la discesa ripida e tecnica, ci sono tratti tecnici di falsopiano in trincea che costringono a continui cambi di appoggio e direzione, ci sono tanti ristori che io ho utilizzato come in maratona: ho preso solo acqua + integratori senza mangiare null’altro.

Si corre quasi sempre da soli in quanto i pochi concorrenti vengono subito selezionati nei primi 3 km di corsa veloce. E’ un bel trail sicuramente diverso dagli altri e affrontandolo in attacco come ho fatto io è anche molto allenante.

Lo rifarò: probabilmente sì.

Questo è il sito internet del trail.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.