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Trail Running Trekking e Maratona
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Cima Dodici Targa

Cima XII

Cima XII (o Cima Dodici) è la cima più elevata dell’Altopiano di Asiago e anche delle Prealpi Venete Occidentali. Si trova a Nord dell’Altopiano dei Sette Comuni, ed è tristemente famosa per essere stata un sanguinoso teatro di battaglie durante la Prima Guerra Mondiale.

Cima XII è chiamata anche Ferrozzo come italianizzazione del nome originario espresso in lingua Cimbra: Cima Freyjoch che deriva dalla desinenza Frey-joch cioè giogo della divinità germanica Frea dell’amore e della fertilità (paganesimo imperante nel territorio fino all’inizio del secolo scorso).

Per chi è curioso wikipedia ha sempre le risposte.
Cima Dodici è alta 2.336 metri s.l.m. e, curiosamente, la vetta si trova parte in territorio Veneto ed parte Trentino.

Così ci sono due croci: una in legno nel punto più elevato della montagna che si trova nel Veneto in provincia di Vicenza, un’altra a soli 20 passi di distanza che ricade in provincia di Trento.

I montanari sono sempre stati molto puntigliosi nella determinazione dei loro confini.

L’attuale nome della montagna, Cima 12, è stato dato dai Trentini che la chiamano così perché in alcuni periodi dell’anno a mezzogiorno, nel paese sottostante di Borgo Valsugana, il sole viene eclissato da un cono d’ombra provocato da questa cima.

Raggiungere Cima XII

Ci sono varie possibilità per raggiungere Cima XII, io oggi ho scelto la via più lunga: salgo sull’altopiano e parcheggio sulla strada statale 349 che da Camporovere va in direzione Passo Vezzena / Trento, precisamente a un chilometro dopo la vecchia Osteria della Tagliata in corrispondenza di una semi-curva che gira a sinistra.

Qui parte la strada bianca (sulla destra) che conduce a Malga Galmarara; la strada bianca è ben indicata da vari cartelli escursionistici.

Per chi volesse risparmiarsi una quindicina di chilometri e 600 metri di dislivello è possibile arrivare in auto fino alla malga e iniziare l’ascesa da li.

Partenza Trail

E’ la prima escursione post lock-down da pandemia Covid19 quindi parto a correre a ritmo lento assieme al mio cane Thorg(e). Si scrive proprio così Thorg(e) !

Dopo 2,5 km in leggera salita si giunge al bivio “Basa Senocio” chiamato così perché i successivi tornanti ti piegano così tanto in avanti che camminando “baci le ginocchia”.

In realtà la salita non è così terribile come il nome sembrerebbe supporre, certo io qui non corro però cammino veloce.

A Malga Galmararetta (1.412 m.slm) risiede permanentemente una colonia di marmotte.

Il mio cane le sente e per cinque minuti mi fermo per farlo giocare con questi simpatici animali, poi soddisfatto si tuffa nella pozza di abbeveramento delle mucche.

Al bivio di Malga Gamarara (1.614) si gira a destra e si prosegue in moderata salita arrivando Busa della Pesa dove si può decidere se continuare a destra per la strada principale o prendere a sinistra un sentiero più diretto che porta a Bivio Italia.

Il tutto è ottimamente segnalato con numerosi cartelli CAI e cartelli turistici per MTB.

Io all’andata scelgo il sentiero a sinistra, al ritorno farò invece la strada principale che allunga di quasi 2 km il percorso ma è tutta ottimamente corribile.

Si arriva al Bivio Italia con il suo bivacco e il tavolino area picnic oggi sotto la neve. Neve ne trovo a partire da quota 1.800 e dai 2.000 è anche parecchio abbondante.

Nei pressi della cima perdo il sentiero perché le segnalazioni sono tutte coperte dal manto nevoso, allora mi inerpico più o meno a caso finché giungo ad un punto dove c’è una paretina di 4 metri che il mio cane chiaramente non può scalare.

Ci metto una mezz’oretta a trovare una via fattibile per Thorg(e), in realtà è bravissimo perché la trova lui.

Arrivo in cima, il panorama è stupendo e sono solo: in questa gita non ho incontrato nessuno!

Scelgo una via diversa per il ritorno sperando che sia fattibile per il cane e una volta scesi dalla cima, mi riaggancio alla stessa strada fatta all’andata.

Note tecniche Trail Cima XII

La distanza complessiva è di quasi 31 km con circa 1.400 metri di dislivello.

Io andando lentamente (lentamente per un trail runner medio) ci ho messo in tutto 5 ore e 15 minuti, soste comprese (il GPS Garmin mi segnala 4 ore e 22 minuti di movimento).

Ho utilizzato le scarpe da trail running Topo Ultraventure ottime su queste facili mulattiere e si comportano bene anche sui nevai. Non ho usato bastoncini perché le fasi di corsa sono preponderanti rispetto alla camminata.

Questa è un’ottima gita e un meraviglioso percorso da fare fuori stagione. E’ anche un ottimo allenamento aerobico. Segnalo la presenza di cartelli “pericolo lupi” in quanto sembra che ce ne siano alcuni in zona. Io però non li ho visti.

Attenti al Lupo

E’ un’escursione anche molto adatta alle MTB, mentre è decisamente troppo lunga se affrontata camminando a piedi in modalità trekking. Qui sotto incorporo l’attività registrata sul Garmin per cartina, percorso ecc.

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